LE NOSTRE PUBBLICAZIONI

Gianmario Raimondi.
La toponomastica. Elementi di metodo
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Torino, Stampatori, 2003
Collana "I quaderni di L&M"

Dall'introduzione di Lucia Fontanella:

"La lingua ci offre una quantità incredibile di informazioni, ma occorre avere la pazienza e la capacità di guardare dentro le parole.
Ci sono poi categorie di parole così ricche di notizie e così evocatrici di ambienti e situazioni, che ci si può spaesare. I nomi di luogo appartengono senza dubbio a queste categorie. La loro capacità di fornire informazioni è legata alle modalità con cui i toponimi sono nati e si sono consolidati nell'uso dei parlanti. Le denominazioni dei luoghi, grandi o piccoli che siano, nascono "trasparenti", inequivoche. Il nome deve richiamare alla comunità degli abitanti un qualche elemento di sicura riconoscibilità. Col passar del tempo, benché i nomi dei luoghi siano quelli che tendono a mutare meno di altri, capita che alcune trasformazioni nella lingua oscurino la trasparenza dei significati originali. Da qui l'utilità di avvicinarsi, anche se brevemente, ai metodi e agli strumenti della ricerca toponomastica, che non ci arricchisce solo culturalmente, nella prospettiva della ricerca storica e linguistica, ma ci fornisce anche informazioni di grande utilità per la conoscenza del territorio a fini insediativi".

Indice del volume

 

 

Gianmario Raimondi, Luisa Revelli, Elena Papa.
L'antroponomastica. Elementi di metodo, Torino, Stampatori, 2005
Collana "I quaderni di L&M"

Dalla presentazione di Lucia Fontanella:

"Se è vero che la materia è interessante, è anche vero che deve essere affrontata con metodo e svolta con strumenti affidabili. Il campo dell'antroponomastica, così come quello della toponomastica, proprio perché piace ad un largo pubblico, può diventare oggetto di divulgazione affrettata e poco consistente. Noi presentiamo qui un percorso di lettura utile ad acquisire una buona competenza nel valutare le informazioni che ci vengono proposte ed anche nel saper trattare in prima persona i materiali che la ricerca storica locale ci offre...
Di una guida infatti si tratta; nata per i ricercatori di storia locale, piacerà e sarà utile anche agli esperti, come avviene quando competenza e garbato equilibrio espositivo si incontrano".

Indice del volume

Elena Papa.
Il primo nome tra identità personale e sociale. Il quadro onomastico eporediese nel XV e XVI secolo, Torino, Stampatori, 2005
Collana "I quaderni di L&M"

Dalla premessa di Lucia Fontanella:

"La scelta del nome per i figli è affetto familiare, è adeguamento alla tradizione, è augurio, è specchio di culture, di devozioni, singole e collettive, è affermazione di volontà individuali, è, oggi molto più che un tempo, riflesso di mode.
Il nostro nome, in cui ci riconosciamo e identifichiamo come individui, ci parla in realtà dei nostri genitori e delle loro scelte. Il 'dar nome' è per molti un atto forte e coinvolgente, tanto più oggi, quando tradizioni e vincoli si sono molto attenuati.
E' dunque quello dell'antroponomastica un campo di indagine ricchissimo per gli storici di storia locale, che forse ancor più dei singoli specialisti possono dipanare gli intricati fili che legano gli individui al proprio ambiente e alla propria storia".

Indice del volume

 


Silvano Ferro.
Metodo per creare banche di dati sugli archivi della popolazione, Torino, L&M, 2006

Dalla presentazione di Gianpaolo Fassino e Diego Robotti:

"La metodologia ideata da Silvano Ferro per la trascrizione dei dati anagrafici dai documenti storici a un database informatico consente ora di inserire i dati delle popolazioni vissute a partire dal Cinquecento in una concatenazione che le ricollega fino al giorno d'oggi, fino alle attuali generazioni.
Si tratta di una metodologia che si può applicare alle ricostruzioni genealogiche delle famiglie, ma anche alla ricostruzione storica delle singole comunità, allo studio statistico e demografico e a tanti altri campi di applicazione".

Indice del volume

 


Silvano Ferro.
Possibili utilizzi delle banche di dati sugli archivi della popolazione, l'esempio di Marcorengo, Torino, L&M, 2006

Dalla copertina:

"Questa pubblicazione fornisce i risultati effettivamente conseguiti dalla prima applicazione pratica della metodologia esposta nel Manuale per creare banche di dati sugli archivi della popolazione. Tutti i risultati sono stati ottenuti mediante successive interrogazioni di una banca dati considerata avanzata predisposta secondo la suaccennata metodologia...
Questa pubblicazione ha soprattutto lo scopo di fornire qualche indicazione sull'utilità di creare in Italia analoghe banche dati per stimolare di conseguenza la trascrizione su supporto informatico delle registrazioni dei battesimi e delle nascite, delle nascite e dei decessi anteriori al 1899.

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A cura di Valeria Calabrese, Paola Martignetti, Diego Robotti.
Storie di turismo in Piemonte, Torino, L&M, Fondazione Centro per lo studio e la documentazione delle Società di mutuo soccorso, Centro studi piemontesi, 2007

Dall'intervento di Diego Robotti:

"Nel corso dell'Ottocento fanno la loro comparsa in giro per l'Europa, grazie allo sviluppo delle comunicazioni ferroviarie e marittime, i primi touristes. Di solito sono inglesi, borghesi e benestanti ... Arrivano muniti di leggeri bagagli da viaggio e di un pratico abbigliamento informale ... Dalle popolazioni locali, quegli eccentrici personaggi - che non si capisce bene cosa cerchino lontano da casa loro - vengono dapprima guardati con diffidenza. Poi, sulla scorta dello sviluppo di alcune località (i centri termali, le montagne svizzere, le riviere marine della Costa azzurra e del Ponente Ligure), si comprende quale opportunità economica possa rappresentare il turismo. Ecco che allora ogni località che abbia qualcosa di bello da offrire cerca di trarre vantaggio da questa nuova "moda".
E anche il Piemonte si fa avanti, ricco com'è di terme (allora molto più numerose di oggi), di grandi laghi confinanti con i cantoni svizzeri già frequentati dai turisti d'Oltralpe, di montagne (le più alte e famose d'Europa), di una rete ferroviaria che a fine Ottocento già si dirama nelle valli un tempo raggiunte solo da scomode strade".

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Andrea Biscàro
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Buffalo Bill è arrivato a Torino. Storie di piole, amore e selvaggio west, Torino, Neos, 2011

Dalla presentazione di Piergiorgio Balocco:

"La prima volta che abbiamo sentito raccontare di Buffalo Bill dalla nonna, nella nostra beata ignoranza di allora, ne rimanemmo profondamente stupiti. L'unico Buffalo Bill che conoscevamo era quello dei film western visti all'Oratorio Don Bosco in mezzo alla bolgia di "arrivano i nostri" urlati a piena gola. Invece la nonna ci raccontava di come era stata testimone della sua venuta a Torino, della magnificenza della "kermesse", di come la città ne era stata coinvolta, e per quanto tempo se ne parlò. Fu in quella occasione che ci cantò la canzone di Eugenio Veritas che, sia nel titolo che nel testo, fa riferimento al Circo di Buffalo Bill.

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