I CENTRI DI DOCUMENTAZIONE STORICA LOCALI

Riapriamo il dibattito tra i ricercatori di storia locale della nostra regione

La nostra proposta

Perché i CDS
Esiste oggi, in Piemonte come altrove, un notevole interesse per la storia locale che si esprime attraverso iniziative di varia natura: valorizzazione di tradizioni locali, di dialetti e di canzoni popolari; recupero di manufatti legati a mestieri tradizionali; difesa degli ambienti naturali e antropizzati in via di scomparsa; tutela del patrimonio storico-artistico; studio di fenomeni storici e sociali come l'industrializzazione, le migrazioni, la Resistenza...
Spesso coloro che fanno ricerca storica locale mancano di sedi, di attrezzature e di risorse economiche, e perciò non riescono a rendere noti la loro attività e i risultati delle ricerche, né a rendere disponibile ad altri la documentazione raccolta. Incontrano di conseguenza gravi difficoltà ad allargare la cerchia dei partecipanti e ad assicurare il ricambio nel gruppo, compromettendo la continuità delle iniziative e del gruppo stesso.
Oltre a ciò, qualunque studioso viva in provincia spesso è costretto a dedicare (a volte inutilmente) intere giornate per trovare i documenti riguardanti il suo piccolo paese: deve andare a Torino o in un altro capoluogo, passare ore e giorni in treno o in auto e negli archivi: di solito il materiale non si può prendere in prestito, bisogna fotocopiarlo (quando si può) o fotografarlo o, peggio, copiarlo a mano; e tutto questo costa tempo e denaro.
Il Centro di Documentazione Storica (CDS) locale non solo indirizza agli archivi dove si trovano i documenti che interessano, ma anche offre copie di documenti custoditi negli archivi delle città maggiori.

Che cos'è un CDS
Il CDS è anzitutto un luogo fisico, aperto al pubblico, nel quale si raccolgono informazioni su dove trovare le fonti, lavori di ricerca, libri, indicazioni di metodo, documenti in originale e in copia; esso rappresenta il punto di riferimento locale per chiunque voglia avvicinarsi alla ricerca storica riguardante il territorio cui il CDS si riferisce.
La natura giuridica di un CDS è quella di una struttura pubblica di servizio, a disposizione di tutti: il CDS favorisce il reperimento e la lettura delle fonti storiche a vantaggio di tutti coloro che provano interesse per la storia locale, mettendo a disposizione non solo materiali documentari di ogni natura, ma anche conoscenze e competenze tramite persone in grado di dare informazioni e indicazioni utili per iniziare la ricerca.
Per la costituzione di un CDS, è condizione fondamentale la presenza di soggetti attivi nella ricerca storica a livello locale o ad essa interessati, riuniti in un'associazione appositamente costituita allo scopo di gestire il CDS. Di tale associazione possono far parte singoli studiosi, gruppi, associazioni ed enti. L'associazione fonda il CDS, lo organizza e ne garantisce l'attività, provvedendo tra l'altro ad accogliere gli utenti, avviarli alla consultazione dei materiali documentari e all'uso delle attrezzature, fornire le informazioni richieste e suggerimenti metodologici, allargare progressivamente la partecipazione dei cittadini e delle scuole.

Il territorio di un CDS
Ogni CDS può avere come ambito geografico di riferimento un territorio relativamente omogeneo e/o integrato, delimitabile anche sulla base di ricerche già condotte, utili a definire socialmente e storicamente un territorio: tale ambito può coincidere con un quartiere (nel caso di una grande città), con una piccola città, con un grosso paese o un insieme di piccoli paesi, una comunità montana, una vallata o un insieme di vallate; può coincidere con circoscrizioni amministrative attuali, oppure no.

Che cosa fa un CDS
1. Acquisisce copia degli inventari degli archivi dei Comuni, degli altri enti pubblici, delle parrocchie e di privati, esistenti nel suo territorio;
2. raccoglie, in copia, documenti riguardanti il suo territorio che si trovano conservati nei diversi archivi
centrali, situati nei capoluoghi di provincia e di regione: archivi di Stato, archivi storici comunali di grandi
città, archivi vescovili.
3. Può acquisire, attraverso donazioni, o detenere, attraverso depositi, archivi o documenti di privati riguardanti lo stesso territorio.
4. Raccoglie e conserva i materiali di lavoro e i risultati delle ricerche storiche svolte nel suo territorio; e
5. allestisce una raccolta bibliografica, sulla base delle ricerche già realizzate, che comprenda tra l'altro copia delle tesi di laurea dislocate nelle biblioteche dei dipartimenti universitari.
6. Pubblica, diffonde, pubblicizza il più possibile sia i materiali documentari, sia i risultati delle ricerche.
7. Organizza manifestazioni, mostre, convegni, seminari, corsi.
8. Può pubblicare un notiziario per rendere note le proprie iniziative e attività e per informare sulle nuove acquisizioni (libri, schede di soggetti, materiali) e sulle fonti inedite.

Funzioni di un CDS
Le funzioni del CDS sono perciò:
1. promuovere e divulgare la conoscenza del territorio,
2. indirizzare alle strutture che conservano documenti storici,
3. dare valore di documento al materiale in possesso di privati (foto, oggetti di "cultura materiale", manifesti, cartoline, registrazioni amatoriali fonografiche e cinematografiche, ecc., il cui valore storico è spesso misconosciuto) e
4. promuoverne il deposito presso lo stesso CDS o altri enti pubblici che lo possano rendere fruibile ai cittadini;
5. conservare adeguatamente i documenti e favorirne la consultazione da parte dei cittadini, secondo le esigenze delle varie categorie di utenti;
6. stimolare e promuovere direttamente la ricerca, collegandosi anche con le scuole della zona, con l'università e con altre istituzioni culturali, e
7. coinvolgere per quanto possibile nella ricerca gli utenti stessi, e comunque sempre nuovi soggetti. Ad un CDS infatti ognuno può accedere, oltre che nel ruolo di fruitore delle elaborazioni altrui, anche in quello di collaboratore alla ricerca e/o di fonte, trasmettendo una documentazione di sé sotto forma di testimonianze orali, che verrebbero registrate, fotografie, epistolari e altri scritti, ogni genere di documenti e oggetti, la cui riproduzione e conservazione è compito del CDS.

Com'è fatto un CDS
Come già detto, il CDS comprende innanzitutto
1. una raccolta documentaria - in sostanza un archivio specializzato - costituita di: a) copie di documenti fornite da archivi pubblici, a cominciare dalla cartografia e dalle statistiche demografiche; b) documenti originali di qualsiasi natura, donati o depositati da privati, o copie di documenti esistenti in archivi privati; c) raccolte di fotografie (in copia o in originale); d) registrazioni audio e video; e) oggetti di "cultura materiale", anch'essi a pieno titolo documenti della storia locale. Sono necessari accordi formali con archivi pubblici (di Stato, comunali) e privati (della Chiesa, di associazioni, di persone fisiche) per l'acquisizione in copia della documentazione. Il materiale dev'essere conservato adeguatamente, ma anche essere accessibile senza difficoltà agli utenti. Una sezione del CDS è, dove possibile, una sorta di
2. museo, con una parte dei materiali esposta in permanenza, con criteri didattici e allestimento dinamico, mentre un'altra sezione del CDS, dedicata a
3. mostre temporanee, espone l'esito delle nuove ricerche. Soprattutto grazie ai materiali risultanti da ricerche e mostre (stampe fotografiche di grande formato; altre stampe, più piccole, in schedario; riproduzioni fotografiche o fotostatiche di documenti, topografie riprodotte, ecc.) si arricchisce gradualmente l'archivio del CDS.
Il CDS comprende inoltre:
4. gli inventari degli archivi privati e pubblici esistenti sul territorio (ad es. quelli delle parrocchie, di aziende, di famiglie eminenti, e gli archivi storici comunali), estratti d'inventari di archivi pubblici centrali e guide tematiche alle fonti;
5. una raccolta bibliografica, in sostanza una piccola biblioteca specializzata utile all'attività di ricerca, comprendente opere rilevanti per la storia locale; tra le quali copie delle tesi universitarie dislocate nelle varie biblioteche di dipartimento (dove di solito è difficile reperirle), e in generale i frutti, più o meno elaborati, delle ricerche compiute dai più diversi soggetti.
Il tutto è raccordato e reso immediatamente utilizzabile da uno
6. schedario per soggetti che raccoglie le
schede di tutto ciò che, sul territorio,
viene progressivamente riconosciuto
come storicamente rilevante (edifici,
opere d'arte, personaggi e famiglie,
associazioni, istituzioni, attività
produttive, luoghi, ecc.). Ogni scheda rappresenta una prima indagine, un inizio di ricerca su un soggetto storico: essa permette quindi ad ogni ricercatore di avvalersi dei lavori di ricerca precedenti sul medesimo soggetto, e di contribuire a sua volta all'ampliamento della scheda e dello schedario stesso e al proseguimento della ricerca. La scheda contiene indicazioni bibliografiche e documentarie, che rimandano agli altri settori del CDS, o indirizzano all'esterno. Lo schedario e tutti gli indici e gli inventari del CDS sono destinati ad essere informatizzati, permettendo così la ricerca e la consultazione anche a distanza.

Rapporti fra CDS ed Enti locali
La Regione, dati i suoi compiti di programmazione, dovrebbe emanare una legge per l'istituzione dei CDS e per l'ordinario finanziamento delle attrezzature elettroniche di base, soprattutto informatiche e multimediali (computer, fotocopiatrice, diaproiettori, videoproiettori, registratori audio e video, telecamera, fotocamera, ecc.) per l'impianto di ciascun CDS.
Gli altri Enti locali (Province, Comunità montane, Comuni, Circoscrizioni comunali) potrebbero mettere a disposizione le sedi (p.es. attraverso contratti di comodato con l'associazione appositamente costituita), gli arredi e i materiali per la conservazione della documentazione (tavoli, sedie, armadi, schedari, cartelle, contenitori vari) e destinare eventualmente personale con mansioni pratiche di gestione.
Il ruolo propriamente scientifico può essere rivestito da ricercatori storici locali facenti parte dell'associazione di gestione del CDS convenzionata con l'Ente locale.

Rapporti fra CDS e pubblici archivi
Il CDS si attiene alle vigenti normative di tutela dei beni archivistici, storici, artistici e architettonici. Non intende sostituirsi, né può farlo, agli Archivi di Stato e alla strutture archivistiche degli Enti locali, ma con questi instaura una collaborazione.
Attraverso la riproduzione e l'acquisizione in copia di documenti d'interesse specificamente locale conservati negli archivi centrali, il CDS favorisce l'accesso in sede locale a tali documenti, e in pratica ne decentra la fruizione, a tutto vantaggio sia della conservazione degli originali, sia della conoscibilità dei documenti stessi. Le copie saranno anche distribuibili agli utenti. La realizzazione, acquisizione e distribuzione di copie di documenti, così come di estratti d'inventari, implica ovviamente intese formali con i pubblici archivi.
L'eventuale patrimonio archivistico accumulato dall'associazione di gestione nel corso della sua attività sarà devoluto, nel caso di scioglimento dell'associazione, ad uno o più Comuni del territorio di riferimento del CDS (norma da includere nello statuto dell'associazione stessa).

Perché proporre una legge regionale
Ci auguriamo che il dibattito sulla nostra proposta e sugli altri contributi che pubblicheremo nei prossimi numeri dia luogo ad una proposta di legge regionale. Ci pare che una legge della Regione Piemonte, istitutiva dei CDS, sarebbe di grande utilità
- per dare omogeneità ai CDS;
- per facilitare l'opera degli Enti locali e dei ricercatori nel procedere all'apertura dei CDS ed alla gestione di questi;
- per dare più forza ai gruppi di ricerca nei loro rapporti con gli Enti locali minori, non sempre sensibili alle proposte culturali d'argomento storico;
- per garantire continuità ai CDS, strutture che, una volta istituite, non dovranno essere soggette ad alti e bassi nell'impegno degli Enti locali.



ALCUNI ESEMPI DI CENTRI DI DOCUMENTAZIONE STORICA LOCALI